E questa sarebbe grillina?! 1

E mentre l’attenzione mediatica è rivolta alla Capitale, qui a Torino si sta perdendo il controllo della situazione o forse conviene così. Il Sindaco di Torino ha avuto il coraggio di esternare la sua volontà nel favorire la finanza islamica e quindi di aiutare i 50.000 mussulmani che per essere fedeli alla propria religione, non possono richiedere prestiti e quindi acquistare una casa o avviare un’attività. Pochi mesi fa, la faccia d’angelo, illudeva i torinesi, promettendo di aiutare i più deboli, di aiutare le periferie, di aiutare i piccoli commercianti, di ridurre la concorrenza sleale (anche nei mercati), di ridurre le ingiustizie e di aumentare la sicurezza.  Nonostante non si sia vista l’ombra di ciò che ha promesso, fedele al Dio denaro e ai suoi conti di Bilancio, oltre ad effettuare pesanti tagli e a imporre nuove tasse, ha ben pensato di favorire e di invogliare i residenti di fede musulmana ad attirare investimenti dai loro Paesi d’origine. Con quale coraggio??? Per accedere ad un mutuo o ad un finanziamento, gli enti, oltre a richiedere un contratto a tempo indeterminato (miraggio nel mondo del lavoro!) richiedono garanzie su garanzie e a tassi da usurai! Ci sono giovani, adulti e pensionati che non riescono più a pagare il mutuo del proprio mezzo, della propria casa o della propria attività e a cui vengono pignorati gli stessi! Come si fa a guardare negli occhi un giovane, ricco di idee e voglia di fare ma a cui è negata la possibilità di avviare un’attività perché ha la sfortuna di essere originario italiano? Questa è la dimostrazione, che, chi ha vissuto e vive nella bambagia, sia lontana anni luce dalla vera realtà, accumulando ricchezza senza logica e giocando a spostare le pedine dei numeri, tradendo senza dignità personale le promesse fatte ai torinesi soffocati dall’esasperazione e illusi di un cambiamento.

 

Se tutto questo dovesse andare in porto, il nostro Sindaco dovrebbe essere coerente e intelligente di fare i suoi acquisti solo in questi negozi… anche perché con quale coraggio un torinese può accoglierla, dopo essere stato usato, ricordato a convenienza e dimenticato all’occorrenza!

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